Alla morte del padre il piccolo Xiang si ritrova solo. Il custode
della scuola lo prende in simpatia e lo tiene con sé fino a quando,
avvertita dai servizi sociali, non si ripresenta la madre che vive con
un altro uomo.
Commento di Fabiojappo
Quattro disegni con soggetti il
padre, il “particolare” di un amico, il fratello, il proprio volto.
Quattro ritratti che fotografano, scandiscono la vita di un bambino. Una
vita difficile quella di Xiang: una madre che lavora in locale
notturno, un fratello scomparso in circostanze misteriose, un patrigno
violento con il quale convivere dopo la morte del padre. Un bambino
costretto a crescere in fretta a prendere consapevolezza di sé, per
resistere. Come una rana che riesce a saltare fuori da una barattolo
dopo essere stata catturata per usare la metafora del custode della
scuola, un nonno per Xiang.
Insomma il materiale è drammatico, c’è anche sullo sfondo il tema dell’emigrazione dalla Cina continentale a Taiwan alla ricerca di una vita migliore che non arriverà. Ma il dramma è anche spezzato dai toni delicati, grotteschi, divertenti che il film assume di volta in volta in diversi momenti. Alcuni esilaranti, come quando in scena entra un personaggio bizzarro che diventa per Xiang un fratellone. Insomma un film sicuramente valido con una buonissima regia, una bella cura delle inquadrature e una fotografia tendente al giallo che convince. Splendido il finale con un intenso, prolungato primo piano del bambino.
Insomma il materiale è drammatico, c’è anche sullo sfondo il tema dell’emigrazione dalla Cina continentale a Taiwan alla ricerca di una vita migliore che non arriverà. Ma il dramma è anche spezzato dai toni delicati, grotteschi, divertenti che il film assume di volta in volta in diversi momenti. Alcuni esilaranti, come quando in scena entra un personaggio bizzarro che diventa per Xiang un fratellone. Insomma un film sicuramente valido con una buonissima regia, una bella cura delle inquadrature e una fotografia tendente al giallo che convince. Splendido il finale con un intenso, prolungato primo piano del bambino.

La morte del vero padre è l'apertura del film e l'inizio del percorso e metamorfosi di Xiang. Il patrigno (Leon Dai), losco e poco disposto nei suoi confronti, non si fa scrupoli ad usare le mani. La madre (Hao Lei) di origine cinese sbarcata in Taiwan con la speranza di una vita migliore, finisce a lavorare in un locale notturno e costretta a convivere con la sofferenza dovuta a scelte sbagliate. Il fratello maggiore di cui ha ricordo, non c'è più, è scomparso. La bella maestrina armata di buona volontà cerca di capirlo ed aiutarlo inutilmente. L'amico che gli fa da fratellone (Na Do) è un ragazzo sbandato che lo caccia nei guai, con un dramma familiare sulle spalle. Il custode dell'ex-scuola di Xiang cerca a modo suo di metterlo in guardia e di dargli insegnamenti, lo lascerà per fare ritorno sul Continente.
Un film di formazione, di crescita ambientato in una Taiwan di periferia, in cui Xiang si affronterà con diversi archetipi di adulti. Una regia pulita, a volte con qualche scena allungata, una fotografia ben riuscita e una sceneggiatura che non scade nella lacrima facile ma che porta lo spettatore a focalizzarsi sul mistero della scomparsa del fratello mantenendo il suo tono drammatico senza esagerazioni.
(sub ita)
- Trailer -
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