Laureata a 22
anni in teoria del cinema, Aura torna a vivere insieme con la sorella
e la mamma fotografa nella casa di New York. Tra una vecchia amica
squinternata e un nuovo amico pseudoartista, trova lavoro in un
ristorante, dove conosce il bello chef Keith. Accantonando le sue
inclinazioni artistiche, Aura si butta a capofitto nella sua nuova
vita nella speranza di trovare la sua strada.
Recensione di Picchi
Pellicola di
debutto per Lena Dunham, interprete di Aura la protagonista del film.
Anche Siri, l’affermata mamma fotografa e Nadine, la sorella sicura
di sé, sono le reali interpreti di loro stesse. Dunham è quindi
regista, sceneggiatrice e interprete principale di Tiny Furniture in
un racconto semi-autobiografico. Presentato
nel 2010 al South by Southwest, ha vinto il premio come miglior
lungometraggio narrativo. Un “ mumblecore” di carattere. (Il
“mumblecore” è un movimento americano di cinema indipendente che
si caratterizza per il budget basso, telecamere digitali e attori
improvvisati).
Il film non va da
nessuna parte: è soltanto un’istantanea di una ragazza che finiti
gli studi si ritrova nel mondo, ignara di quale strada prendere e
nella speranza di trovare qualcuno che le dica chi è. Un momento
della vita della regista che sa prendersi con ironia e con estrema
sincerità: non cerca di nascondere la propria inadeguatezza psicologica e fisica, (tante volte la camera si posa sul suo corpo mezzo
svestito). Descrive quella generazione viziata dei ragazzi bianchi
d’America che finiti gli studi non sanno cosa fare e cercano aiuto.
Dunham dimostra di saper giocare tra cinismo, crudeltà e ironia
senza eccedere, costruendo dei dialoghi e dei personaggi davvero ben
riusciti. Una di queste è proprio la sua vecchia amica d’infanzia
Charlotte (Jemima Kirke amica del liceo di Lena), divertente quanto
sciroccata. Merita nota anche il personaggio di Jed, uno pseudoartista arrogante che attegiandosi da intellettuale attira l'attenzione di Aura.
Non ci sono scene da lacrimuccia, anzi si respira un'atmosfera "a-sentimentale", in cui i protagonisti sanno sempre come fare la scelta sbagliata. Aura e gli altri giovani personaggi non hanno un punto di riferimento e non c'è nessun tentativo di moralizzare. Non è uno di quei film che lasciano il segno, probabilmente non l'ho apprezzato neanche tanto quanto il mercato avrebbe voluto. Rimane comunque un buon lavoro lontano dal mondo patinato di tanti altri film sui giovani di New York che personalmente ho apprezzato soprattutto per la sincerità.
Il successo di
Tiny Furniture ha fatto guadagnare a Lena Dunham l’opportunità di collaborare
con Judd Apatow per un episodio pilota della HBO, una delle emittenti via cavo più diffuse degli USA. La serie che porta il nome di "Girls" è stata creata dalla giovane regista. È in onda da aprile del 2012 per un totale di 10 episodi e vede la partecipazione
dell’autrice e della sua amica Jemime Kirke. Se il film è di vostro gradimento, apprezzerete sicuramente anche la serie televisiva e viceversa.
La Criterion Collection ha pubblicato Tiny Furniture in versione Blu-Ray edizione speciale.
2 commenti:
Grazie mille per aver ascoltato la mia richiesta. Sempre dei grandi.
Ciao Ashj, grazie a te che ci segui sempre! E' stato un piacere conoscere questo film e Lena Dunham. ^_^
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