Alla vigilia della guerra russo-giapponese agli inizi del XX secolo, una ragazza, Okane (Wakao Ayako) ha sposato un ricco anziano per sfuggire alla povertà. Alla morte improvvisa del marito, ritorna insieme alla madre al suo paese natio, dove è soggetta a calunnie, vivendo in isolato silenzio. Alla morte della madre, l’unico a trattarla con dignità è Seisaku (Tamura Takahiro), il “giovane modello” del villaggio, di ritorno dal servizio militare. Lui l’idolo di tutti, lei la vergogna del villaggio. Ma i due opposti si attraggono e i giovani iniziano una passionale storia d’amore nonostante gli ostacoli della famiglia di lui, delle maldicenze e della guerra.
Recensione di Picchi
La natura trasgressiva del desiderio fa della donna la linfa vitale dei fim di Masumura Yasuzō (1924 – 1986). Wakao Ayako ne interpreta il concetto meglio di chiunque altro, in uno dei suoi ruoli più belli.
Un dramma che collega in se molti aspetti differenti; il dramma della guerra, la cecità e l’amour fou. Un film assolutamente antimilitarista, dove gli amanti ribelli si stagliano contro la rigidità dell’assolutismo militare.


Le sue eroine sono determinate, egoiste, autoaffermate in amore, che scoprono la via per la realizzazione di se stesse solo attraverso l’amore. Non riflettono, dunque, il modello di eroina giapponese che soffre per amore e che sacrifica se stessa per il bene di suo figlio e di suo marito, diventando, quindi, eroine proprio per l’abnegazione come prova d’amore. Come un critico famoso, Tadao Sato, osserva questo "tipo di auto-sacrificio" di eroina emerge da un culto di adorazione femminile del tutto maschile, in cui l'eroina costituisce un "ricordo doloroso del phatos femminile"; ovvero, questa tradizione del culto della donna è interpretato come un "film femminista giapponese" in cui l’infelicità di una donna diventa una censura dell’oppressione maschile. Di conseguenza, la classica donna infelice è infelice per gli uomini e a causa degli uomini. La sua infelicità esiste allo scopo di sostenere e valorizzare la morale degli uomini. La proposta di questo tipo di eroina come dilemma morale del sesso maschile è reso possibile da una certa natura martire dato alla sofferenza delle donne nella società patriarcale1.

L’attrice Wakao Ayako grazie alla sua bellezza indiscussa e alla carica sensuale del suo corpo ha sempre ritratto al meglio questo modello di eroina ribelle.
[1] Recliming the Archive, Feminism and film history; edit by Vicky Callahan. (Reading as a woman: The collaboration between Ayako Wakao and Yasuzo Masumura, di Ayako Saito).
(versione 690)
Trailer
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